Nuove Tecnologie

NUOVE TECNOLOGIE

Il Design dovrebbe essere immagine della sintesi della ricerca sui materiali che va a coniugare soluzioni ai nostri bisogni. Ma alle volteconstatiamo che i risultati prodotti da questi studi sono talmente lontani dalla nostra vita da sembrare inutili. Quando penso a ciò mi vengono in mente alcuni libri fantasiosi che ho letto da bambino dove i personaggi viaggiavano in mondi fantascientifici, oppure i vecchi film dell’Agente 007 dove spettacolari invenzioni lo aiutavano a risolvere improbabili situazioni. Ebbene oggi molti di queste trovate sono realtà quotidiana. È per ciò che ho pensato si illustrarein questo articolo alcune novitàtecnologiche recentemente presentate. La prima è il Flexible Display Center (FDC) della University of Arizona che ha messo a punto il primo display flessibile dotato di tecnologia touchscreen. È da un po’ di tempo che circolano notizie su vari tipi di schermi flessibili, concepiti come la nuova avanguardia tecnologica in grado di rivoluzionare il concetto di schermo, così come noi lo intendiamo.Era dunque logico aspettarsi lo sviluppo e la realizzazione di uno schermo flessibile che fosse addirittura in grado di reagire a stimoli tattili. Tuttavia, per il momento il suo utilizzo sarà militare. Il dispositivo utilizza un display a matrice attiva della società. Naturalmente grazie alla assenza di solidi e di vetro, è molto più sottile dei tradizionali touchscreen, ma come avviene per i monitor l’utente può scrivere, disegnare, cancellare o tutto il materiale. Le prospettive per tale tecnologia sono molto elevate, visto che secondo gli esperti potranno fare da apripista verso l’elettronica interattiva e potranno rappresentare in un futuro non troppo lontano la matrice su cui visualizzare i giornali. I tempi non sono neppure troppo dilatati, visto che gli sviluppatori ritengono che gli schermi flessibili saranno disponibili per i consumatori già tra un anno e mezzo. La seconda è molto interessante dal punto di vista delle energie pulite: si tratta Bright, la veneziana che produce energia solare.Sicuramente è molto più bella da vedere rispetto alle veneziane tradizionali, più luminosa, più robusta ma, principalmente è in grado di fornire energia pulita per la maggior parte degli elettrodomestici.La scelta di utilizzare una veneziana, per costruire un impianto a celle solari è dettata dalla possibilità di poter regolare l’apertura delle fasce in modo da poter seguire i movimenti del sole e avere un’esposizione prolungata durante la giornata.Oltre a fornire energia all’interno dell’abitazione durante il giorno, le singole celle della veneziana restituiranno quella in eccesso durante la notte sottoforma di luce. Risparmierete così un po’ di soldi sulla bolletta per gestire eventuali lampioni. Sono in corso delle ulteriori ricerche per migliorare ulteriormente questo prodotto con l’introduzione di pannelli solari flessibili e fogli metallici elettroluminescenti, e simulare in maniera sempre migliore il reale “comportamento” di una veneziana classica. La terza è la carta da parati di Toshiba. Non si tratta di una semplice rivestimento murale, ma di un particolare rivestimento per le pareti domestiche, realizzato mediante l’assemblaggio di nano-particelle che formano in questo modo, una sorta di griglia in grado di deflettere e amplificare la luce emessa da alcuni diodi. In poche parole, si tratta di un’applicazione della famosa tecnologia OLED. Con questa carta da parati potremo modificare il disegno sulle nostre pareti a piacimento e a basso costo. Infatti, dopo aver sostenuto i costi del rivestimento delle vostre camere, l’alimentazione della carta da parati avverrà con un basso assorbimento energetico. Qualsiasi schermo OLED infatti, ha bisogno di molta meno energia dei suoi colleghi LCD. La carta da parati è molto sottile e può raggiungere contrasti molto vicini a quelli che abbiamo oggi nei nostri televisori. Un ulteriore passo avanti verso una totale personalizzazione del proprio focolare domestico. Questo apre la strada a una possibilità futura: quella di poter trasformare qualunque parete in uno schermo TV.

Prof. Fabio Di Bartolomei

Industrial &Interior Designer

Libero professionista,

Docente di Design

Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona

già Docente di Design

presso la Facoltà di Architettura di Trieste

info@dibartolomei.com

 

 

 

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